Mezzo Busto – Don Giacomo Alberione

Beato Don giacomo alberione
Sacerdote,teologo e fondatore della famiglia paolina
Svelatura statua e intitolazione largo antistante

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Descrizione

LA FORMA

Il mio approccio al soggetto è stato innanzitutto di rispetto e curiosità. Non ho inteso nulla da “copiare” ma da “capire”… Nello scoprire questo personaggio ne ho potuto scrutare i caratteri oltre che le forme, andandone prima a conoscerne prima la vita e le opere compiute. La mia ricostruzione del viso, attraverso foto e immagini d’epoca, si è concentrata su un approccio dapprima plastico, con un modello in argilla e poi con un materiale prezioso, del quale ho imparato a tirarne fuori il carattere, la pietra della Majella. Tutto questo per me è strumento di espressione, non qualcosa da ritenersi semplicemente utile ma una sorta di viatico.

LA FIGURA

Il figurativismo estremo al quale mi sono accostato nel realizzare questo personaggio maschile, mi ha posto dinanzi la conoscenza anatomica, peculiare per mirare a mettere in evidenza caratteri somatici come: il mento, gli zigomi, le orecchie, e le emozioni come ad esempio la sua espressività e la sua pacatezza. La comunicazione artistica poi va ben oltre questi parametri che mirano a far emergere dalla materia “pietra” l’unicum di un uomo: in questo caso la forza sprigionata dal carisma di un sacerdote discreto e deciso che con determinazione ha compiuto grandi opere.

LE MANI

Da sempre elementi difficili da realizzare ma ricchi di simbolismi, soprattutto per il calibro del personaggio rappresentato. La mano destra è un esplicito richiamo alla forma del cuore proteso verso gli altri, esce fuori e si manifesta nell’amore attraverso il dono completo all’umanità, testimonianza della vocazione sacerdotale. La mano sinistra stringe una delle prime icone che rimandano a questo teologo, I’ “Editore di Dio”, divulgatore della Sacra Bibbia, il segno più eccelso della buona stampa e alla cui divulgazione la Famiglia Paolina in particolare è chiamata.

IL NASTRO

La mia idea di sintesi, nata dalla pellicola cinematografica, iconica per l’immaginario collettivo di tutti, immediatamente ha fatto nascere questo nastro che rappresenta così il legame con il cinema, il buon cinema, altro strumento moderno che lui ha sùbito fatto suo come progetto, mettendo in atto con tante produzioni arrivate fino alle generazioni di oggi. La comunicazione nasce dalla volontà di “portare a tutti la buona novella”. La fascia avvolge e “affoga” nella santità del Beato Giacomo Alberione, quasi divenendo una aureola moderna “da perfetto precursore dei tempi” – cit. Papa San Paolo IV

LUCE CHE CONTINUA A RISPLENDERE.

Con profonda gioia e riconoscenza viviamo l’intitolazione, nella città di Chieti, del nuovo Largo don Giacomo Alberione, Sacerdote teologo e fondatore della Famiglia Paolina, e la collocazione in esso della statua del Beato. Questo evento è per noi motivo di commozione e di rendimento di grazie: un segno tangibile dell’amore con cui la Chiesa e la comunità civile riconoscono il valore di un apostolo che ha saputo leggere i segni dei tempi e offrire al mondo vie nuove per incontrare il Vangelo. Nel cuore del Beato Giacomo Alberione ardeva un sogno grande: che Cristo, Via, Verità e Vita, fosse conosciuto e amato da tutti, attraverso i mezzi più efficaci della comunicazione umana. La sua missione, nata dall’adorazione e dalla luce del Tabernacolo, continua oggi nella Famiglia Paolina, chiamata a vivere e a testimoniare il Vangelo nella cultura, nei media, nella parola e nella vita. Per questo, la dedica di una piazza al suo nome e la presenza di una sua immagine tra le vie di una città sono segni che parlano al cuore. Ricordano a tutti che la santità non è lontana, ma cammina tra la gente, si fa parola, sguardo, incontro, invito alla speranza.

Con gratitudine profonda ringraziamo la sezione locale dell’Associazione Cooperatori Paolini, che ha promosso con entusiasmo questa luminosa iniziativa; l’Arcivescovo di Chieti-Vasto Monsignor Bruno Forte, che l’ha sostenuta con paterna benevolenza; e l’Amministrazione comunale di Chieti, che l’ha accolta con generosa sensibilità. Un pensiero riconoscente va a quanti, con cuore e dedizione, hanno reso possibile questa impresa di fede e di memoria: la Toto Holding. Con particolare emozione ricordiamo che le targhe che accompagneranno la statua e il Largo sono state benedette dal Santo Padre Leone XIV, segno prezioso di comunione e di affetto verso la Famiglia Paolina e tutti coloro che riconoscono nel Beato Alberione un dono alla Chiesa e al mondo.
Possa questo luogo diventare spazio di silenzio e di preghiera, di luce e di ispirazione; un piccolo altare nel cuore della città, dove la presenza del Beato continui a parlare di Cristo, Via, Verità e Vita, e a indicare la strada della pace e della speranza.

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